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Calce Magra e Calce Grassa e la resa in grassello

Calce Magra e Calce Grassa non sono due amiche accomunate da problemi di linea, ma tra i concetti più confusi e fraintesi di chi si occupa a vario titolo di calce.

La resa in grassello è il parametro merceologico che distingue le 'calci grasse' da le 'calci magre'. 
La resa in grassello di una calce aerea è espressa come

il volume di grassello fresco che si ottiene spegnendo una determinata massa di calce viva ed espressa in m3/ton. 
Le norme italiane in materia (R.D. 16/11/39 n.2231) stabiliscono che tale resa debba essere ≥2,5 m3/t per una calce grassa e ≥1,5 m3/t per una calce magra.


La presenza di ossido di magnesio, soprattutto se stracotto, concorre spesso a rendere magra la calce, perché l'ossido di magnesio si idrata lentamente e non rigonfia  molto in seguito all'idratazione; perciò in alcuni trattati, il tenore massimo dell'ossido di magnesio nelle calci vive è stabilito nella misura del 5-6%.

È necessario mettere in evidenza tuttavia che non è sufficiente l'analisi chimica, e quindi conoscere il tenore di magnesio, per dedurre se un calcare fornirà calce magra o grassa. 
La resa è determinata, infatti, da numerosi fattori, legati in larga parte al grado di cottura e al tipo di calcare impiegato.
A titolo esemplificativo, il marmo di Carrara, che ha un contenuto di CaCO3 molto elevato (fino al 99%), non è mai stato impiegato per la produzione estensiva della calce, anche a fronte degli enormi quantitativi di materiale di scarto provenienti dallo sfruttamento delle cave per gli usi ornamentali. 

Ricerche in tal senso, hanno dimostrato che i marmi apuani forniscono una calce magrissima: 1 tonnellata di ossido di calcio produce appena 1,3 metri cubi di grassello. La bassa resa è funzione della particolare struttura saccaroide del marmo, la cui cottura produce una calce caratterizzata da grossi cristalli di ossido di calce che si idratano con molta lentezza.


È importante, non confondere i termini calce grassa e magra con quelli di malta grassa e malta magra.
In generale, per malte grasse si intendono le malte confezionate con un rapporto, in massa, tra legante e aggregato maggiore di 1:2, mentre in quelle magre tale rapporto è indicativamente minore di 1:3. 

Si possono così avere, ad esempio, malte grasse confezionate con calce magra, e viceversa. 
Bisogna notare, infine, che il concetto di malta grassa o magra non dipende unicamente dal rapporto legante/aggregato ma anche dalla reologia del legante e dal tipo e granulometria dell'aggregato.

Testo tratto da: 'Conosci il grassello di calce? Origine, produzione e impiego del grassello in architettura, nell'arte e nel restauro' A. Rattazzi - Edicom Edizioni 2007 -ISBN 8886729707

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