LA CALCE NEL RESTAURO
Principali forme e tipologie di degrado degli intonaci a calce
Principali forme e tipologie di degrago delle finiture architettoniche a calce
Alterazione cromatica
L'alterazione cromatica si manifesta attraverso la variazione di uno o più parametri che definiscono il colore: tinta (hue), chiarezza (value), saturazione (chroma). Può manifestarsi con morfologie diverse a seconda delle condizioni e può riferirsi a zone ampie o localizzate". Si tratta di modificazione che non implica necessariamente un peggioramento delle caratteristiche ai fini della conservazione, spesso determinata dalla patina naturale assunta nel tempo dal materiale.
Alveolizzazione
Degradazione che si manifesta con la formazione di cavità di forme e dimensioni variabili. Gli alveoli sono spesso interconnessi e hanno distribuzione uniforme. Nel caso particolare in cui il fenomeno si sviluppa essenzialmente in profondità con andamento a diverticoli si può usare il termine “Alveolizzazione a cariatura” (Normal 1/88). Tale fenomenologia di degrado è riscontrabile soprattutto nei materiali maggiormente esposti agli agenti atmosferici ed al dilavamento.
Bottaccioli
La presenza nell'intonaco di granuli di ossido di calcio costituisce la condizione per la formazione nella malta di questo tipo di degradazione materica. I "bottaccioli" sono piccole escrescenze tondeggianti che si formano per l'aumento di volume dei granuli di calce che assorbono umidità fino al loro distacco dall'intonaco, su cui lasciano caratteristici fori a forma di cratere.
Cavillatura
Fenomeno degli strati di intonaco sotto forma di rotture ramificate del film pittorico; si manifesta in tessiture più o meno fitte, generalmente a rete chiusa, diffuse capillarmente in presenza di cretti o screpolature a ragnatela ("craquelures") dell'intonaco dovute a forte ritiro durante la presa del legante. La cavillatura superficiale può risultare più marcata rispetto all'intonaco di supporto in relazione all'ispessimento, alla eccessiva rigidità e scarsa traspirabilità della pellicola di pitturazione superficiale.
Concrezione
Deposito compatto generalmente formato da elementi di estensione limitata, sviluppato in preferenza in una sola direzione non coincidente con la superficie. Talora può assumere forma stalattitica o stalagmatica" (Normal 1/88).La formazione di concrezioni si verifica su materiali in presenza di permanenze umide protrattesi nel tempo in ambiente protetto con migrazione, deposito e mineralizzazione di sali.
Crosta
Strato superficiale di alterazione del materiale lapideo o dei prodotti utilizzati per eventuali trattamenti. Di spessore variabile, è dura, fragile e distinguibile dalle parti sottostanti per le caratteristiche morfologiche e, spesso, per il colore. Può distaccarsi anche spontaneamente dal substrato che, in genere, si presenta disgregato e/o pulverulento" (Normal 1/88). Negli intonaci dipinti presenza di crosta si ha quando strati di colore mineralizzati si distaccano dal supporto o dal substrato meno cristallizzato generando sottili lamelle caduche, facilmente asportabili dalla superficie. La crosta può essere determinata dalla presenza di sostanze aggiunte che col tempo tendono a far irrigidire la pellicola cromatica superficiale fino a distaccare gli strati pittorici più tenaci dal supporto interno meno coerente.
Degradazione cromatica
Processo di decadimento conservativo che implica la trasformazione cromatica degli intonaci in relazione a fenomeni degenerativi. Ad esempio, la "solubilizzazione" (v.) della calce carbonatata in presenza di umidità (diretta o indiretta) determina la disgregazione della materia, la decoesione del legante minerale con polverizzazione dei pigmenti e progressiva decolorazione degli strati superficiali.
Deposito superficiale
Accumulo di materiali estranei di varia natura, quali, ad esempio, polvere, terriccio, guano, ecc. Ha spessore variabile e, generalmente, scarsa coerenza e aderenza al materiale sottostante" (Normal 1/88). Per le superfici bidimensionali delle facciate l'entità dei depositi superficiali dipende in larga misura dall'esposizione (sarà maggiore nelle zone protette dai venti e dalle piogge), dalla scabrosità e deformazione del fondo, dalla rugosità del trattamento (ad esempio le finiture "a buccia di arancio" e "a pinocchino" determinano una rapida formazione di depositi estranei).Tuttavia è da annotare come pitturazioni filmogene (pellicolanti), a prevalente impiego di resine sintetiche (acriliche, epossidiche, poliesteri, viniliche, ecc.) ancorché lisce, prive di spessori e granulosità, trattengono fortemente le polveri atmosferiche e conseguentemente particolato inquinante e sporco.
Disgregazione
Decoesione caratterizzata da distacco di granuli o cristalli sotto minime sollecitazioni meccaniche
Distacco
Soluzione di continuità tra strati del materiale, sia tra loro che rispetto al substrato: prelude in genere alla caduta degli strati stessi. Il distacco degli intonaci può assumere valori più o meno accentuati in relazione all'entità ed estensione dello stesso; generalmente si parla di "allentamento" nei casi meno manifesti, non direttamente riconoscibili per la deformazione o la caduta di parti, quindi valutabili con il riscontro di sonorità alla battuta della nocca. Il distacco può interessare la separazione dell'arriccio dal supporto, dell'intonaco dall'arriccio, dell'intonachino dall'intonaco, oppure l'adesione tra intonaci diacronici stesi uno sopra l'altro in interventi diversi.
Efflorescenza
Formazione di sostanze, generalmente di colore biancastro e di aspetto cristallino o polverulento o filamentoso, sulla superficie del manufatto. Nel caso di efflorescenze saline, la cristallizzazione può talvolta avvenire all'interno del materiale provocando spesso il distacco delle parti più superficiali: il fenomeno prende allora il nome di cripto-efflorescenza o sub-efflorescenza" (Normal 1/88). Principale forma di efflorescenza che imbianca la superficie cromatica è rispetto ai precedenti, determinando decoesione del legante e forti tensioni che portano alla rottura e successiva caduta del film cromatico. La concentrazione dei sali verso l'esterno può essere favorita dalle migrazioni causate dalle variazioni di temperatura ed umidità nella muratura e nell'ambiente. Altri tipi di efflorescenza dell'intonaco determinate dalle sostanze presenti nella malta o migrate dalle murature, ma anche sostanze aggiunte in trattamenti restaurativi, sono le salificazioni di sodio cloruro (fortemente igroscopiche), di potassio e di nitrato di calcio (riconoscibili sotto forma di fili salini che si manifestano lungo le crettature dell'intonaco o del film pittorico).
Erosione
Asportazione di materiale dalla superficie dovuta a processi di natura diversa. Quando sono note le cause di degrado, possono essere utilizzati anche termini come "erosione per abrasione" o "erosione per corrasione" (cause meccaniche), "erosione per corrosione" (cause chimiche e biologiche), "erosione per usura" (cause antropiche)" (Normal 1/88). Tale forma di degradazione materica colpisce nelle superfici esposte in modo più accentuato e anche le stratigrafie delle malte (rinzaffo, arriccio e intonaco) private delle protezioni superficiali (intonachino e smalto pittorico).
Fratturazione o fessurazione superficiale
Degradazione che si manifesta con la formazione di soluzioni di continuità nel materiale e che può implicare lo spostamento reciproco delle parti" (Normal 1/88). La conformazione delle fessure può essere lineare, stellare e reticolare. Il dissesto dell'apparato murario di supporto è la causa principale di tali fenomeni, tuttavia fratturazioni e fessurazioni possono determinarsi anche a livello superficiale per tensioni localizzate non sopportabili dai vari materiali in ragione della rigidezza e fragilità
Incrostazione "Deposito stratiforme, compatto e generalmente aderente al substrato, composto da sostanze inorganiche o da strutture di natura biologica" (Normal 1/88). La degradazione che consegue alla formazione di incrostazioni (presente in marmi e travertini, ma anche su velature di carbonato di calcio) si manifesta con marcate alterazioni morfologiche o cromatiche della superficie (efflorescenze, annerimenti ecc.) o con presenza di localizzate colonie fungine (muffe ecc.). Ingrigimento e ritenzione di sporco Forma di "degradazione cromatica" dovuta alla riduzione di riflettanza (oltre il 15%) delle coloriture, imputabile alla ritenzione di sporco ed alla degenerazione delle resine sintetiche nelle tinte pellicolanti. La riflettanza è data nella scala dei grigi (Munsell/ ISO 105 A02).
Lacuna "Caduta e perdita di parti di un dipinto murale con messa in luce degli strati di intonaco più interni o del supporto (v. anche "mancanza")" (Normal 1/88).Con tale termine si indicano le aree totalmente private del film cromatico superficiale. Nel caso di tinteggiature la lacuna può interessare lo strato corrispondente all'ultimo trattamento in ordine temporale eseguito sul fondo, lasciando intravedere in tutto o in parte strati precedenti.
Macchia "Alterazione che si manifesta con pigmentazione accidentale e localizzata della superficie, è correlata alla presenza di materiale estraneo al substrato (per esempio ruggine, sali di rame, sostanze organiche, vernici)" (Normal 1/88). La macchiatura delle superficie può indifferentemente interessare parti lapidee a vista come intonaci; l'effetto di tale degrado sarà tuttavia maggiore in relazione alla natura e qualità del materiale, specialmente in relazione alla porosità e alla purezza. Può essere inserito in questa categoria di degrado anche un fenomeno che negli anni recenti ha assunto un particolare rilievo e cioè il danneggiamento di superfici parietali per cause antropiche legate al vandalismo, con scritte e sfregi ottenuti utilizzando vernici in spray, pennarelli indelebili ecc.
Mancanza "Caduta e perdita di parti. Il termine generico si usa quando tale forma di degradazione non è descrivibile con altre voci del lessico. Nel caso particolare degli intonaci dipinti si adopera di preferenza "lacuna" (v.)
Patina "Alterazione strettamente limitata a quelle modificazioni naturali della superficie dei materiali non collegabili a manifesti fenomeni di degradazione e percepibili come una variazione del colore originario del materiale. Nel caso di alterazioni indotte artificialmente si usa in preferenza il termine di "patina artificiale" (Normal 1/88). La questione del trattamento delle patine costituisce uno dei principali temi del restauro, interessando direttamente anche il piano del colore, nella misura in cui anche coloriture e tinteggiature di natura minerale sono soggette nel volgere del loro tempo di utilizzo alla formazione di patine in forma di alterazioni cromatiche, di tinta (in maniera minore), di chiarezza e croma (in maniera maggiore). Nel ripristino di coloriture preesistenti si dovrà quindi valutare con estrema attenzione tale tipologia di alterazione cromatica, onde evitare la progressiva trasformazione del colore nell'ambiente urbano.
Patina biologica "Strato sottile, morbido e omogeneo, aderente alla superficie e di evidente natura biologica, di colore variabile, per lo più verde. La patina biologica è costituita prevalentemente da microrganismi cui possono polvere, terriccio, ecc." (Normal 1/88). Pellicola "Strato superficiale di sostanze coerenti fra loro ed estranee al materiale lapideo. Ha spessore molto ridotto e può distaccarsi dal substrato, che, in genere si presenta integro" (Normal 1/88). La pellicola può essere dovuta ad un trattamento protettivo del materiale lapideo a sua volta soggetto a degradarsi per ossidazione e contrazione in ragione delle sostanze impiegate (generalmente di natura organica, in particolare resine sintetiche). Nel caso di coloriture e tinteggiature filmogene (pellicolanti) la pellicola è costituita dallo stesso strato di colore con maggiore o minore grado di rigidezza e permeabilità in relazione alla quantità e alla natura delle resine impiegate.
Pitting "Degradazione puntiforme che si manifesta attraverso la formazione di fori ciechi, numerosi e ravvicinati. I fori hanno forma tendenzialmente cilindrica con diametro massimo di pochi millimetri" (Normal 1/88). Tale degrado interessa principalmente le pietre calcaree, specie i marmi.
Polverizzazione "Decoesione che si manifesta con la caduta spontanea del materiale sotto forma di polvere o granuli" (Normal 1/88). Nei materiali nei quali è venuto meno il legante, gli inerti minerali e le particelle incoerenti, non più legate dalla tessitura strutturale originaria, formano polveri superficiali facilmente asportabili e caduche. Particolare forma di polverizzazione dell'intonaco dipinto è lo "spolvero del colore" (v).
Presenza di vegetazione Insediamenti parietali di licheni, muschi e piante" (Normal 1/88). Rigonfiamento "Sollevamento superficiale e localizzato del materiale, che assume forma e consistenza variabili" (Normal 1/88). Tale forma di degrado, accompagnato spesso da "distacco" (v.), può essere anticipatoria di degenerazioni materiche più radicali, ancorchè non manifestamente palesate , ad esempio "esfoliazione" (v.).
Scagliatura "Degradazione che si manifesta col distacco totale o parziale di parti (scaglie) spesso in corrispondenza di soluzioni di continuità del materiale originario. La scaglie, costituite da materiale in apparenza inalterato, hanno forma irregolare e spessore consistente e disomogeneo. Al di sotto possono essere presenti "efflorescenze" (v.) o "patine biologiche" (v.)" (Normal 1/88). Questo genere di degenerazione interessa il materiale lapideo anche in natura, ad esempio sono note le scagliature del calcare marnoso nelle stratigrafie esposte agli agenti atmosferici.
Sfiammatura del colore Degradazione delle tinteggiature minerali a calce e ai silicati determinata dalle condizioni climatiche di riferimento per temperature troppo fredde o troppo calde dell'aria durante l'applicazione della tinta. Questo tipo di fenomeno si rende ben visibile per le caratteristiche striature (segni delle pennellate) che si producono sulla superficie.
Solfatazione dell'intonaco Trasformazione del carbonato di calcio in solfato di calcio in presenza di acqua e gas inquinanti dell'aria (anidride solforosa e ossido di azoto, quest'ultimo porta a formazioni di nitrato di calcio solubile) determinati dagli scarichi delle auto, dal riscaldamento domestico, dagli insediamenti industriali. I depositi inquinanti sulle superfici parietali veicolati dall'acqua piovana, dall'umidità ambiente e dalla capillarità del muro causano la formazione di questi sali igroscopici e marcescenti che disgregano rapidamente la materia, v. anche "efflorescenza".
Solubilizzazione della calce Processo degenerativo (v. anche "degradazione cromatica") del carbonato di calcio causato dalle sostanze aggressive di natura acida (acque meteoriche, anidride solforosa, ossidi di azoto, ecc.) che concorrono all'attuale inquinamento atmosferico. Questa perdurante azione produce la trasformazione del carbonato di calcio insolubile dei materiali lapidei e, in particolare, delle tinteggiature tradizionali a calce in bicarbonato di calcio (sale solubile), oppure in nitrato di calcio (sale solubile) e solfato di calcio (sale igroscopico), v. anche "solfatazione". Spolveratura delle coloriture minerali o sfarinamento Diminuita o carente legatura del colore che provoca "spolveratura", ovvero "sfarinamento" misurabile con tampone di velluto (norme ASTM D 659 e UNICHIM MU175). Durante il processo di mineralizzazione dell'intonaco fresco o della stesura con legante inorganico della tinta i pigmenti non ancora inglobati nella struttura cristallina superficiale sono soggetti a facile asportazione al semplice passaggio della mano. Tale situazione può avere uno sviluppo temporaneo legato al completamento del processo fisico chimico di presa, o più esteso dovuto all'incompleta mineralizzazione del legante rispetto alla quantità di pigmento impiegata. Per tale ragione la "spolveratura del colore" interessa soprattutto le tinte a base minerale, in particolare il processo di carbonatazione nelle tinte a calce.
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