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La Calce nella Villa dei Quintili

Nell’ambito di una campagna di scavi condotta nel complesso monumentale della Villa dei Quintili sull’ Appia Antica, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Speciale ai Beni Archeologici di Roma, sono stati riportati alla luce due giacimenti di calce antica. Uno, piuttosto straordinario sia per quantità che per stato di conservazione e databile per il contesto di scavo e per i materiali rinvenuti, intorno al III secolo d. C., è costituito da un deposito di grassello di calce ancora elastico e malleabile, “sigillato” dai crolli di calcestruzzo del solaio del piano superiore, in un vano di servizio dell’Area Residenziale. L’altro, risultato dell’attività di riciclaggio dei frammenti marmorei pertinenti alla decorazione architettonica della fase di vita della villa (inquadrabile tra gli inizi del II e la fine del III secolo), è stato rinvenuto all’interno della stessa fornace a pianta circolare costruita in un ambiente del tepidarium, in cui avvenne il processo di calcinazione e che, grazie al ritrovamento di frammenti ceramici, si può supporre rimasta in funzione per un periodo piuttosto lungo, che attraversa tutta l’epoca medievale e sconfina verosimilmente in età rinascimentale.

 

Riccardo Frontoni, Giuliana Galli – CALCE E CALCARA NELLA VILLA DEI QUINTILI >>

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